Playlist P4C speciale Tranströmer

Plaid - Hydrosphere
Night Gallery - Constant Stuggle
Bat For Lashes - Daniel
Telepop Music - Breathe
Moby - My Weakness
Dave Gahan - It’s All A Lie
Apparat - You Don’t Know Me
White Car - Not Right
Bjork - Crystalline
Poéme Electronique - Rendez-Vous
Massive Attack - Exchange
Everything But The Girl - Walking Wounded
Laurie Anderson - Love Among The Sailors

Oct 11. 0 Notes.

Itinerarium mentis in Deum (Introduzione)



Il signor Leroy morì in un vagone del treno, sulla tratta che da Lione portava a una una minuscola conurbazione al lato della montagna. Lì, Leroy c’era nato, venti minuti prima che il letto si aprisse nel mezzo, prendendo sua madre di sorpresa: così almeno gli aveva raccontato suo padre quando fu abbastanza grande per ricordare, una volta che il piccolo volle sapere perché non aveva una mamma. Fino all’ultimo Leroy giurava che sdraiandosi su quel letto aveva potuto sentire nella notte il battito di un cuore spaventato, sepolto nella lana come un’arnese d’asporto lasciato per sbaglio in funzione. Io non posso dimenticare la protervia sognante con cui asseriva queste sciocchezze, fino quando non prese la bottiglia dell’acqua e se la puntò alla tempia: lo sparo ebbe il rumore dell’acqua sporca che si getta d’un colpo dalle terrazze alla fine d’un turno di pulizie. A quel punto, ogni riflesso di restrizione cessò: la nave prigioniera emerse dalla testa del signore appena morto, non senza che qualche spasmo lo facesse apparire ancora appeso a qualche parvenza di vita residua, cosa che atterriva a tal punto la piccola farfalla da farle abbandonare i capelli di Miss Guetti,lasciati così liberi di cadere in mezzo allo scompartimento come uno strascico ingenuo. Cambiare mezzo di trasporto parve opportuno a tutti, specialmente alla Miss che da tempo avrebbe voluto attraversare la materia nera di un uomo onesto e meschino come Leroy, un santo dalle mani insanguinate: “Penso che voi immaginiate quale occasione si stia a noi presentando in questo momento: la possibilità di un viaggio nella mente e nella carne che ci consentirà attraversare incolumi lo Stige fumante apertosi tra gli emisferi di mio marito. Non vi dico che sarà una passeggiata: voi stessi avete visto che spesso confondeva le memorie di Wordsworth e gli epigrammi di Marziale, e che si inventò lo stupro della sorella, contenitore della memoria del poeta. Questo mi faceva profondamente dissentire da lui. Credo che nei nostri cinque anni assieme abbiamo concordato solo sul fatto che Audrey Hepburn fosse bella anche deforme, e che il Parkinson quasi le donasse”. Quando il controllore entrò, non parve subito rendersi conto di avere a che fare con un trapassato: esigette più volte il biglietto del signor Leroy, e a lungo avrebbe continuato se non avesse intravisto tra le foglie che gli ricoprivano la testa il lungo solco che il carpentiere gli aveva aperto nel cranio con la forca del martello, perché tutti trovassimo posto a sedere. Il Controllore tirò il freno di emergenza, ed il contraccolpo, ahilui, rovesciò la bottiglia d’acqua ancora carica, che gli scagliò nel cuore l’ultimo flutto ghiacciato, uccidendolo. “Un’altro corpo da esplorare, nel caso avanzasse del tempo” osservò Miss Guetti, mentre spaccava una boccetta di collirio sulla prua della navicella, dove apparve, privo di scorcio, il propizio occhio dei legni vichinghi: “Io ti battezzo Nous" esclamò, e colme di respiro le vele trassero via l’imbarcazione negli ampi spazi di un’anuerisma.
Nov 07. 0 Notes.

Subway Sleep - Guillaume


While working on Aquarion as a solo album, my old time music partner and I have started working again on a concept album we thought about 7 years ago. We have dedicated it to the Radio. Here it is the cover. It took me some months to chose the right way to rapresent Gugliemo Marconi, then I found an old note of 2000 lire, where he was drawn as an hommage for a great Italian physicist. I found nothing was better than that portrait, done with multiple lines who assured a certain degree of protection from illegal reproduction of money, but also made Marconi come out from a strict intersection of waves, just like his voice, flying across the air without wings. So, here’s a frequency modulation portrait.
Nov 05. 1 Notes.

COMING SOON


Nov 02. 0 Notes.

MTV, Mortage Television


ABTEILUNG


MTV ormai è la morte dell’anima. guardati quei programmi che fanno a ora di pranzo, c’è una specie di reality finto su dei ragazzi ricchi e viziati a beverly hills o quelli che fanno gli appuntamenti e scartano i partners con parametri del tipo troppo grasso o ha i brufoli. ecco, mi sembra un bel canone estetico da fornire ai pargoli. anche se c’è chi dice che non vi è differenza tra superficie e profondità, cioè che siano canoni filosofici legati alla morale cristiana, vorrei sperare che esista ancora qualcosa di più importante per un giovine che lavorare in una rivista di moda o essere scelto per una copula in una trasmissione televisiva.


ANDY


Non posso non aderire alle lamentazioni di Abteilung, poste a commento del mio precedente articolo, riguardo l’obbiettiva caduta di qualità della programmazione di MTV Italia, da tempo sottoposta ad un rimodellamento sullo stampo dell’Italia Uno dei pessimi Festival Bar o del bossariano Top of Tops, il cui omologo britannico sarà forse stato costretto alla chiusura proprio per l’infangamento causato dall’imbarazzante edizione italiana. Fortuna che il buon Bossari, che per altro stimo profondamente in ambito sessuale, abbia deciso di spendere una buona fetta del suo immeritato onorario per un viaggio turistico nello spazio, confidando noi tutti che l’effetto Space Oddity perda anche lui, come lo sfortunato Major Tom, nei meandri dell’Universo, dove la mancanza di atmosfera preserverà dal decadimento le sue formose spoglie umane.
Sono saltuariamente incappato in qualche opaca manifestazione di opulenza nordamericana trasmessa dalla rete, che guardo molto più raramente di una volta, avendo delegato gran parte di ciò che suscita il mio interesse alla sua secondogenita Flux, lasciando campo libero al mercato delle suonerie, all’ormai leggendaria fronte bombata di Camila Raznovich e a una manciata di videoclips che riempiono ogni tanto i buchi tra i programmi. L’unica nota di merito dell’attuale programmazione è riservata all’Anime Night, grazie alla quale si possono finalmente vedere capolavori dell’animazione giapponese non massacrati da Alessandra Valeri Manera o chi per lei. Non mi entusiasma nemmeno l’Avere ventanni di Massimo Coppola, che mi sembra aver in parte perso lo smalto del suo leggendario Brand:New, incespicando in una inchiesta protoantropologica alla Mario Soldati che non sempre riesce a gestire andando oltre l’apparente feedback dell’interlocutore, quasi sempre falsato dalla presenza della telecamera, ma preso acriticamente per buono: mi pare davvero strano che proprio lui cada nella più esecranda antinomia dell’osservazione antropologica, ma tant’é. Al momento, come forse saprai, le mie attenzioni sono tutte dedicate a Flux, canale nato per parcheggiare le frequenze acquisite dall’acquisto dei relitti del gruppo Corbelli, il cui rapporto con Mtv è molto simile a quello che intercorre tra un termovalorizzatore e il rifiuto urbano, giacché Flux drena i sordidi guadagni della madre-tv in qualcosa di quantomeno più interessante della faboulous life della puttanella di turno o del rimaneggiamento di ferri vecchi. Personalmente, ho ancora nel cuore le 13 ore di programmazione giornaliere su Telepiù 3, che irrompevano tra un allestimento di Coppelia e un’intervista al coerografo Mats Ek, l’inglese aspirato dell’ispanico Hugo de Campos che solleticava i miei umori adolescenziali, rimasti appesi alla chioma di Silvestrin tagliata in diretta ad Hangig Out e vinta in una competition da una giovane tricologa berlinese. Alors, c’est vrai: avec le temps on n’aime plus.
Oct 31. 3 Notes.

Come porti i capelli bella bionda

Oltre che in questo misero blog, la scorsa puntata de Le invasioni barbariche, e nella fattispecie il blocco dedicato all’eterosessualizzazione dai gay, hanno offerto spunti di riflessione per pubblicazioni ben più blasonate, quale il Quaderno di Matteo B.Bianchi, che ha sottolineato la scarsità del dibattito avvenuto in casa Bignardi, scivolato in luoghi comuni quantomeno imbarazzanti, oltretutto pochi giorno dopo l’altro episodio di cattiva informazione sull’omosessualità di cui si reso reo Gad Lerner sulla stessa rete. L’articolo di Bianchi, su cui sono intervenuto come commentatore, è stata l’occasione di approfondire, nei limiti di un dialogo avvenuto negli esigui spazi di commento, l’argomento della presenza e rappresentazione mediatiche dell’omosessualità, dialogo che qui riporto a mo’ di scritto platonico, invitandovi, ovviamente, a prendere visione dello scritto che il tutto ha originato.
ANDY
La maldestria con cui è stato affrontato l’argomento mi convince sempre di più che l’assalto di La7 alle tematiche gay, da i Fantastici 5 a Markette, da L World allo stesso, non me ne volere, Very Victoria (Vanoni, Ambra, Rettore, la stessa Victoria ormai candidata come nuova icona gay), sia un tentativo di conquista di fette di mercato dissidenti. Nulla di male, se in cambio, oltre alle leggittime carnevalate, da cui io stesso non sono esente, vi fosse finalmente un’informazione corretta sull’omosessualità, un’informazione politica, fuori dai rassicuranti stereotipi di riconoscibilità ad uso della ghettizzazione.
MATTEO B.BIANCHI
Sono felice di vedere che gli ultimi post stiano suscitando un tale acceso dibattito. Mi sento però in dovere di rispondere ad alcuni commenti e specificare un paio di cose. Dire che l’ultima puntata de “L’infedele” e de “Le invasioni barbariche” abbiano trattato male il tema dell’omosessualità non voleva in nessun modo bocciare questi programmi (almeno da parte mia), perché in numerose circostanze precedenti si sono rivelate assai intelligenti e misurate. Trovo giusto segnalare l’errore che hanno fatto settimana scorsa, ma non sarei categorico né verso questi programmi, né verso la rete, che al contrario ha spesso ospitato dibattiti di ottimo livello. Diverso ancora il discorso dell’intrattenimento: MTV e La7 sono canali televisivi di nicchia, possono quindi aspirare a un pubblico più mirato di una tv generalista. Non entro nel merito di “Very Victoria”, essendone autore, però su “Markette” posso liberamente dire che trovo quasi consolante che in Italia ci sia almeno uno show con uno spirito così camp. L’ironia di stampo gay (per intenderci, quella che negli USA è alla base del successo di serie come “Will & Grace” o film come “In & out”) in Italia difficilmente viene utilizzata. Si preferisce piuttosto il trash gay (un esempio su tutti, le “Cronache marziane” di Italia Uno, che erano assai divertenti ma quantomeno grevi). Su Scalfarotto, infine: può darsi che ogni volta ripeta le stesse cose in tv. Temo però che sia costretto: intanto perché se non le ricorda lui, non vengono fuori. Poi perché è una persona assai coerente. Ci sono temi sui quali è necessario insistere nel nostro Paese. Il più possibile. Il problema non è che Ivan ripeta certe richieste: il vero guaio, al contrario, è che queste richieste vengano sistematicamente ignorate dal nostro governo.
ANDY
Non ho voluto mettere in dubbio la qualità complessiva dei programmi da me citati, che tra l’altro seguo con regolarità, ma sottolineare, forse in modo un pò pruriginoso,il rischio che l’attenzione costante per tematiche come quelle gay scada nel compiacimento, scivolando in facilonerie e prassappochismi, “giochetti” di facile presa cui qualsiasi tv commerciale e generalista, sebbene di nicchia, non può sottrarsi, ed in questa categoria non includerei solo lo sbracato trash di Cronache Marziane (che per quanto omo non era poi tanto diverso da quello ufficialmente etero di Buona Domenica), ma anche le infinite tristezze documentaristiche di, chessò, un’Italia sul 2 o quant’altro, che propinano l’altro deleterio cliché dell’omosessuale-cristo che espia le colpe del mondo confinato nell’incomprensione o peggio ancora si trasfigura nell’aids. Non riesco a fare a meno di vedere nello spirito camp di cui parli più l’eco di una moda intellettuale (o meglio intellettualoide) che all’autoironia sostituisce spesso la superficialità e il solleticamento per il voyerismo del pubblico. Mentre scrivo, ho in mente le parole di un articolo di ben 30 anni fa di Antonio Veneziani, che invitava considerare l’omosessualità un approccio politico al mondo, usando parole analoghe a quelle delle coeve femministe sull’essere donna. Ecco, è questo che manca, a mio parere, a quella che, con le dovute cautele critiche, definisco qui “tv gay” e mi pare che la cultura gay (rinnovo le cautele anche per questo termine), come ormai da tempo il femminismo, stia cadendo in un sorta di autoneutralizzazione, fagocitata da una gigantesca ansia di normalità.
Oct 26. 0 Notes.

Andy Violet Vs. Egodfucktory su Tersicore

Questo articolo vale come pubblico ringraziamento per Sandro Battisti, in arte Zoon, il quale, nella scorsa puntata di Tersicore, programma radiofonico da lui curato, ha inserito nella playlist un brano della premiata ditta Andy Violet vs.Egodfucktory, ovvero quel Living Matter che già ci era valso la partecipazione ad Interferenze. Ciò che più mi ha emozionato, oltre al debutto in se, è stato vedere il brano posto subito dopo icone del calibro dei Clock Dva, cosa che mi ha inorgoglito non poco. Dunque ancora grazie, Zoon, per il bellissimo gesto.
Oct 25. 0 Notes.

Le invasioni tartariche


Nella puntata dello scorso venerdì de Le invasioni barbariche, trasmissione la cui formula si è attestata definitivamente sull’alternanza tra le ormai leggendarie interviste e i momenti interlocutori su temi desunti qui e là dai blog più à la page, configurandosi quasi come il riflusso esofageo del consueto percorso delle notizie che, passate dalla tv al dominio dell’opinione privata della blogosfera, ritornano all’emittenza televisiva già ben pastorizzate da analisi e commenti di svariata natura, si è trattato, com’era prevedibile in una rete gay-friendly come La7, del preoccupante fenomeno degli omosessuali pentiti, noto anche come questione della cura della pederastia. Sebbene, infatti, l’omosessualità non sia più considerata malattia mentale nemmeno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, decine di movimenti, per lo più promossi da associazioni religiose e corroborati dalle fantasiose teorie, prive di evidenza scientifica, di psichiatri in cerca di fama, sostengono la curabilità del morbo omosessuale, considerato una devianza comportamentale acquisita per traumi psicologici, subiti nell’infanzia, legati, che novità!, alla figura materna, o causata da una malattia neurologica. Fu proprio grazie ad un blog, quello di Zack, ragazzino omosessuale vittima di una organizzazione per la conversione dei gay, che fu squarciato il velo di silenzio che avvolgeva le attività di questo movimento, spesso organizzato in “strutture di soggiorno” non dissimili, in apparenza, da campi scout, dove ragazzi poco più che tredicenni venivano sottoposti a programmi di revisione comportamentale atti a reprimere l’emergente orientamento omosessuale: vale a dire veri e propri campi di concentramento. Meno drammatica, ed anzi con risvolti finali alquanto comici, è la situazione dei gruppi di autosostegno di quelli che potremmo definire omosessualisti anonimi, che applicano al processo di conversione all’eterosessualità le stesse metodiche degli alcolisti o dei giocatori d’azzardo: solo che, mentre questi ultimi possono resistere alla loro dipendenza in virtù dell’allontanamento dalle bottiglie di whisky e dai tavoli verdi, per gli omosessuali in cerca di redenzione è tentazione troppo forte il ritrovarsi in una stanza con tanti altri possibili oggetti del desiderio, sicché quasi tutti i gruppi, compresi quelli più conosciuti e frequentati, invece di ottenere tanti nuovi eterosessuali pronti alla riproduzione, si sono trasformati in agenzie matrimoniali per gay, che finalmente felici hanno celebrato le loro nozze scambiandosi un cock ring in luogo delle desuete fedi. Sono convinto che balordi tentativi di conversione, di folgorazione sulla via di Sodoma, prenderanno piede anche in Italia, se ciò non è già avvenuto a mia insaputa, e probabilmente la Endemol ne farà anche un reality di successo, La pupa e il ricchione, dove avvenenti pulzelle avranno il compito di riportare i vagoncini sperduti sui binari delle loro secche vagine.
Oct 24. 0 Notes.

Pierrot a mangé Harlequeen


On a peur des clown par-ce qu’ils sont les démons maquillés: seul les diables, je crois, savent rire.

Oct 23. 0 Notes.

Le Journal d’une Famme de Chambre

Avrò visto sinora solo tre film di Luis Bunuel: quantità irrisoria se paragonata alla pluridecennale carriera del regista, quantità che intendo rimpinguare nel più breve tempo possibile, a discapito di un Joseph Briska che ha mostrato, da pusillanime quale si ritrova ad essere, di non gradire la visione di un maestro che ho scoperto oggi essere stato allievo di Bréton, collaboratore di Dalì, amico di Magritte e lettore accanito del Marchese De Sade e di Lutremont, gli scrittori indicibili. Sebbene subito catturato dalla girandola metaonirica del Fascino discreto della borghesia, nemmeno io avevo compreso appieno la poetica di quello che mi è parso una specie di Borroughs della macchina da presa, più di ogni altro valorizzatore del carattere artificioso del taglio cinematografico, secondo teorie risalenti al primo Dadaismo novecentesco e in parte confluite nel Surrealismo. E’ servita la visione del Diaro di una cameriera per riuscire a decrittare in parte la chiave di lettura della particolare trascrizione del mondo creata da Bunuel, operazione impossibile da compiere attraverso il già citato film sulla borghesia che è uno dei risultati più estremi del metodo paranoico bretoniano. La narrazione piana del Journal d’une Famme de Chambre, inconsueta per Bunuel, consente invece una più profonda comprensione della poetica del regista, gettando luce anche su pellicole all’apparenza più astruse, ma parte di unico grande discorso di critica del mondo contemporaneo, cui Bunuel si rifiutava di attribuire, per speranza o per rassegnazione, il titolo di migliore dei mondi possibili. Compaiono così temi scomodi, anzi veri e propri tabù quali la pedofilia e l’antisemitismo, piaga, quest’ultima, mai affrontata apertamente in Francia dall’affare Dreyfuss in poi, e giunta sino alla xenofobia dell’odierna estrema destra transalpina. I personaggi di Bunuel, smontati secondo i canoni della psicoanalisi, si configurano tutti come scontro tra istinto e vincolo sociale, scontro da cui non emerge mai un atto di vera coscienza, ma la duplicità del pubblico e del privato in cui ognuno non è che il principe mezzo uomo e mezza bestia di Machiavelli: così, le buone maniere diventano la mascherata di scimmie che hanno imparato a parlare, il linguaggio stesso si estremizza in formalismi privi di significati, che, preclusa la via dell’espressione logica, emergono simbolicamente da atti e momenti visivi. Ecco dunque, per esempio, che lo sparo sulla farfalla, simile nella sua dinamica ai disegni meccanomorfi e pansessuali di Picabia della pistola che inquadra il bersaglio, è la translitterazione simbolica della violenza subita in seguito dalla bambina, snodo dell’intera vicenda, che consente a Celestine di far emergere temporaneamente la sua coscienza, trasformandola in una poco convinta Antigone col vago desiderio di una giustizia che non si compirà. Interessante è la citazione da parte di Bunuel delle interpretazioni psicoanalitiche delle favole di Andersen, attraverso le quali la scarpetta di Cenerentola diventa il feticcio di un vecchio ormai sessualmente innocuo, e la storia di Cappuccetto Rosso il triste epilogo di un complesso di Elettra.
Oct 22. 0 Notes.
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